• di SIMONE MERCURIO

"MURMURE" IL RESPIRO DELLA MUSICA DI CARLOT-TA


Murmure è un termine medico che descrive l'aria che entra dai polmoni.

Murmure è i titolo del terzo album di Carlot-ta - al secolo Carlotta Sillano - “interamente costruito attorno alle sonorità dell’organo a canne che – spiega la cantante - per suonare utilizza un metodo pneumatico che funziona grazie all'immissione di aria: il titolo mi sembrava perfetto per descrivere il suono, il respiro di questo straordinario strumento”.

Un sistema pneumatico tubolare ritenuto uno dei migliori della Capitale è quello dell'organo della Chiesa Valdese di piazza Cavour a Roma dove abbiamo partecipato all'unica data capitolina del tour nazionale di Carlot-ta. Un organo quello del tempio valdese fra le ultime opere del celebre Carlo Vegezzi Bossi, un complesso di oltre 2300 canne, in cui, grazie ad una gamma di registri sonori più tutte le combinazioni meccaniche in uso a quei tempi, convivono intonazione classica e sinfonica.

Antico e imponente l'organo si associa normalmente al repertorio sacro e al contesto liturgico, ma Carlot-ta ne fa uno strumento potente, rock, elettronico, modernissimo.

Nascosta dietro la tastiera dell'organo, occultata dietro un pannello in plastica che ne proietta l'immagine mentre suona al centro dell'altare della chiesa, la cantante originaria di Vercelli è accompagnata tra i visual curati da Matteo Bellizi e Natsumi Corona, e da due straordinari musicisti che vestono ed esaltano la sua voce potente Christopher Ghidoni a synth, percussione, voce e chitarra e Paolo Pasqualin a batteria e percussioni. Dieci brani in inglese e uno in francese quelli interpretati dal terzetto capitanato dalla bionda musicista piemontese dall'ultimo disco.

ASCOLTA QUI "MURMURE" DI CARLOT-TA:

https://open.spotify.com/album/6WQALAe64nWN1jTUPc9tRK?si=eznnmS_ATGGQUQ-qGa08JA

Nessun orpello scenografico per Carlot-ta, nessun costume o trucco di scena. Una mise semplice, camicia e pantaloni neri, viso pulito e sorridente da ragazza della porta accanto. Diciamo questo esclusivamente per esaltare invece il contrasto con la sua vocalità e con la sua musica a tratti cupa e algida, sperimentale e mai banale che alterna sonorità darkpop elettronico, squarci sonori ricchi di synth e suoni elettrici “vestiti” dall'organo con ballad folk, walzer spaziali, danze macabre, sambe in salsa prog e una vocalità ruggente che tanti critici hanno paragonato a quella di Bjork.

Ed effettivamente un link c'è tra Carlot-ta e la musicista islandese. Murmure infatti è stato prodotto da Paul Evans, parte del team del Greenhouse Studio di Reykjavik che annovera tra le sue produzioni album di Björk, appunto, oltre che di Sigur Ros, Damon Albarn, Cocorosie.

Murmure è uscito lo scorso aprile per Incipit Records/Egea Music ed stato registrato tra Italia, Svezia e Danimarca. In scaletta brani come “Sparrow”, la danza medioevale di “Conjunction”, il viaggio interstellare di “Sputnik 5” , la “Samba Macabra” dove “l'organo - ironizza la musicista quando si incastra un tasto dell'antico strumento – ha problemi respiratori”. E poi la splendida “Churches” primo brano scritto per il progetto Murmure.

Solo voce e chitarra senza amplificazione è l'esecuzione “Glaciers”, e poi sui bis arriva “Blooting” dal primo disco per piano solo e il cerchio musicale si chiude quando Carlot-ta torna sul finale dietro l'organo per interpretare “Like a prayer” successo anni 90 di Madonna, brano perfetto per chiudere con l'organo e la ruggente voce di Carlot-ta questo splendido live che ha portato a Roma, nella magia della Chiesa Valdese di Roma.

Terz'ultima data di un lungo tour tra chiese e luoghi dotati di organi a canne. Prossime date, il primo dicembre all' Auditorium Cassa di Risparmio di Firenze e il 2 dicembre alla Chiesa Museo di San Francesco a Trevi (PG).


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